No Country for Old Men – Non è un paese per vecchi

No Country for Old Men *****

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Italianizzato in «Non è un paese per vecchi», No country for old men è un film diretto dai fratelli Coen, tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy. Agli Oscar ha sbancato: miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura non originale (in quanto tratto da un libro) e miglior attore non protagonista (Javier Bardem). Voglio sbilanciarmi sin da subito: i premi sono meritati, l’unico su cui non posso pronunciarmi è quello della sceneggiatura, non avendo letto il libro. Ma veniamo alla trama ;-)

Llewelyn Moss (Josh Brolin) è il protagonista della prima parte del film. Nella scena iniziale è a caccia quando per caso finisce sulla scena di uno scambio di droga andato male: l’unico sopravvissuto è un messicano ferito su un pick-up che gli chiede dell’acqua. Poco più avanti trova una valigetta piena di soldi che decide di portare a casa, senza dire nulla alla fidanzata Carla Jean (Kelly Macdonald). La notte, preso dai sensi di colpa, decide di tornare sul luogo dello scambio per portare l’acqua al ferito, ma lo trova ammazzato; subito dopo si trova con una banda di criminali alle calcagna che cerca di farlo fuori. Per fortuna riesce a scappare e una volta tornato a casa, consiglia a Carla Jean di andare a stare per un po’ dalla madre ad Odessa, intanto lui parte per una fuga impossibile, inseguito dai messicani e da un killer psicopatico, Anton Chigurh (Javier Bardem), che decide il destino delle sue vittime giocando a testa o croce con le monetine.

Nella seconda parte si scopre che in realtà il vero protagonista del film è un personaggio rimasto un po’ in disparte, Ed Tom Bell (Tommy Lee Jones), che ha osservato la storia di Moss dal suo posto di sceriffo prossimo alla pensione. Probabilmente una storia come quella di Moss avrebbe fatto scalpore in passato, ma non ai giorni nostri, nei quali rimane una scena di ordinaria follia, che passa e va senza lasciare traccia. Quando Ed Tom si trova a discutere con un suo collega sui tempi moderni, pronuncia una frase, nella sua semplicità, molto significativa: «Penso che quando non si dice più «grazie» e «per favore» la fine è vicina».

Un film da vedere e rivedere, anche perché la comprensione non è proprio immediata. Ho avuto la fortuna di vederlo sia in inglese che in italiano e devo dire che il doppiaggio mi è sembrato ben riuscito :-) l’unico personaggio a cui non è stata resa giustizia, secondo me, è Carson Wells (Woody Harrelson), un’altra figura che all’inizio sembra avere un ruolo decisivo, ma che poi viene subito “eliminata” in tutti i sensi dal killer: nella versione originale l’attore, pur comparendo in poche scene, risulta molto espressivo, mentre nella versione italiana è più “freddo”. Ho apprezzato molto anche la fotografia (belli gli scenari del deserto) e le scelte di colori/costumi/scenografia in generale. Memorabili le scene di dialogo (humor nero) tra il killer e le sue vittime, quando lui lancia la monetina e dice loro di scegliere (in inglese “Call it”). Un premio come attore non protagonista veramente meritato, secondo me. E in inglese la voce è ancora più terrificante. Per concludere vi lascio con una citazione da uno di questi dialoghi:

  • Anton Chigurh: Scegli. Testa o croce?
    Carla Jean: Ma lo capisci che non è la moneta a decidere? Che sei tu a decidere?
    Anton Chigurh: Io e la moneta siamo arrivati allo stesso punto.

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2 Risposte a “No Country for Old Men – Non è un paese per vecchi”

  1. Caro Uizz,
    vedo che siamo in accordo su molto di quello che tu dici circa il film dei Coen.

    Visto che ti soffermi, alla fine dell post, su quel dialogo in particolare, ti invito a vedere l’ultimo articolo che ho scritto nel mio blog (il quale non si occupa proprio di cinema), in cui faccio un paio di riflessioni proprio a patire da quella scena di cui parli anche tu.

  2. Mooolto interessante, grazie mille :-) è incredibile a quante riflessioni possa portare questo film

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