Juno *****

Un film di Jason Reitman, con Ellen Page, Michael Cera, Jennifer Garner, Jason Baterman, Olivia Thiriby, Allison Janney, Rainn Wilson, J. K. Simmons.
Vincitore del premio oscar per la miglior sceneggiatura originale firmata Diablo Cody.
“ Bisognerebbe innamorarsi prima di riprodursi ” , questa è la frase che Juno pronuncia alla fine del film, ed è una frase stupenda. E ’ il frutto di un ’ esperienza durata nove mesi che ha provato sulla sua pelle, un ’ esperienza precoce per una sedicenne del XXI secolo. A causa di un rapporto non protetto con il suo fidanzatino, Juno (Ellen Page) resta incinta. Trova il coraggio e lo confessa ai suoi genitori, tranquillizzandoli anche, da ragazza sveglia come è lei, di aver già trovato una coppia alla quale affidare il nascituro al termine della gravidanza. La matrigna (Allison Janney), sempre molto comprensiva, le ricorda l’alternativa dell’aborto, ma Juno con grande coraggio si rifiuta, ritenendo il suo bambino troppo importante per essere strappato alla vita. La scena più significativa del film vede Juno in coda in una clinica che attende il raschiamento del feto. I sensi di colpa ad un tratto la fanno tornare sui suoi passi e sentendo puzza di anticamera del dentista si alza dalla sedia e corre via, pensando al suo pesciolino che alla quinta settimana di gravidanza ha già le unghie. Un gesto molto nobile che la vedrà scegliere la strada migliore ma anche quella più difficile. Cercherà su una rivista specializzata una coppia in cerca di un bambino da adottare, la osserverà, la ispezionerà e la conoscerà in ogni suo particolare. Farà amicizia con il padre adottivo del suo futuro bimbo (Jason Baterman) e con la madre (Jennifer Garner), così tanto presa dall’idea di avere quel figlio mai nato dal suo corpo da appoggiare la testa al pancione di Juno per sentire i calci e i gridolini del bambino in risposta ai rumori esterni. Queste scene sono dedicate a coloro che pongono l’ inizio della vita al momento del parto. E’ provato che il bambino nella pancia della madre emetta suoni, pianga, scalci, abbia il singhiozzo, rida ecc, basta chiedere a chi ha passato nove mesi con il dono più bello che la vita possa farci dentro di sé, proprio come Juno. Il suo fidanzatino (Michael Cera) però non fa tanto una bella figura lavandosene un po’ le mani. Lui è ingenuo e immaturo rispetto a Juno, anche se suo coetaneo. Non vuole che si sappia in giro che è il padre del bambino e prende le distanze fino a quando la ragazza non decide di dare il pesciolino in affidamento dopo la nascita. Noi maschi siamo dei mascalzoni, capaci solo di fuggire da situazioni complesse come questa e di scaricare ogni responsabilità sulla compagna, scordando, ahimè, che un figlio lo si concepisce in coppia. La donna, abbandonata spesso e volentieri dall’ uomo e priva di aiuti finanziari e affettivi dagli appositi centri, decide soventemente per il raschiamento del feto. Non bisogna stupirsi quindi quando si sente dire che l ’ aborto sia fondamentalmente maschio. Siamo noi i primi a spingere verso questa semplice ma ingiusta soluzione la nostra compagna incinta. E’ proprio vero che la donna diventa madre quando concepisce il bimbo, mentre purtroppo il maschio si sente davvero padre solo al momento del parto.
Detto ciò non trovo giusto fare politica contro l’aborto in un blog dedicato al cinema, così mi limito solamente ad ammirare il personaggio di Juno di cui mi sono innamorato, il suo coraggio e il suo amore per la vita. Il film non avrà un finale così scontato come starete pensando ora, ma è tutto da scoprire. Farà sorridere, piangere, emozionare e soprattutto ragionare e pensare molto. Insomma, è da gustare dall’inizio ai titoli di coda.
Vincitore alla Festa del cinema a Roma, candidato a quattro premi Oscar e premiato con una statuetta per la miglior sceneggiatura, firmata dall’esordiente Diablo Cody, “ JUNO ” è un film che ha avuto un grandissimo successo in tutto il mondo (è il film indipendente di maggior successo della storia, con oltre 200 milioni di dollari di incasso mondiale) e, leggendo qua e là i voti della critica, sono certo che nei prossimi giorni verrà molto apprezzato anche il Italia.
